Edi, Maurizio e Damijan: la prima alla nuova Comitissa

E’ la prima di tutto: la prima degustazione con Maurizio Filippi (nonostante si conosca da qualche anno), la prima nella nuova sede della Sala della Comitissa a Civita Castellana, la prima volta che con tutte le emozioni della serata non sappiamo da dove iniziare.

20180706_202707_webMaurizio ci accoglie sul portone della nuova sede, ha la capacità di farti sentire come se si fosse tra le mura di casa. La nuova Sala della Comitissa occupa il piano terra di un palazzo del ‘500 nel centro di Civita Castellana : qui troviamo tre sale, una corte interna con un tavolo conviviale da 20 persone e due splendide cantine.

Ci aggiriamo e curiosiamo nel patio studiando la mis en place della serata, individuiamo Damijan Podversic il produttore dei vini che accompagneranno i piatti di Edi Dottori, e scopriamo di essere al tavolo con lui e la moglie Elena: questo ci fa molto piacere ma ci riempe di ansia perché si ha sempre paura di fare domande stupide. Read more

Enrico Ceci : uno degli eredi di Titulus

Per anni, pensando al Verdicchio, ci veniva in mente la famosa bottiglia a forma di anfora verde con la pergamena disegnata nel 1953 dall’architetto Antoni Maiocchi per una famosa azienda vitivinicola delle Marche. Da qualche anno le cose sono cambiate, quando sono arrivati gli “eredi” virtuali della storica azienda, una serie di piccoli produttori che con la loro caparbietà, tenacia e capacità hanno contribuito a rafforzare e diffondere l’immagine della viticultura delle Marche nel mondo.

L’evento

Qualche giorno fa, grazie alla nostra amica Emanuela (rivista con piacere in altri eventi) abbiamo incontrato uno di questi, Enrico Ceci, detto Righetto, che agli inizi degli anni ’90 lascia la FIAT, prende i terreni di famiglia, e fonda l’omonima l’azienda agricola.

L’azienda

L’azienda. Che si trova a San Paolo di Jesi nella zona classica di produzione del Verdicchio Castelli di Jesi DOC, è piccola (solo 18 ettari) ma la produzione è completa: vino (9 ettari), olio e cereali (e per quest’ultimi come dice Enrico “anche se ci rimetto non posso lasciare la terra incolta è un peccato“).

La produzione di vino, circa 10.000 bottiglie di bianco e 5.000 di rosso, dipende dalla stagione, e dalla quale dipende anche la produzione del vino sfuso che oscilla tra i 750 e i 1000 quintali, e che, come ci fa capire Righetto con una nota di rammarico, ha meno costi di gestione e si vende più facilmente.

Tutta la produzione è in mano ad Enrico, mentre la moglie Nazzarena, ora in pensione, si occupa a tempo pieno dell’amministrazione e della promozione dei prodotti.

Le colline sulle quali sorgono gli impianti sono di varia natura: calcare, argille, marne (una volta era presente il mare in questi luoghi), e i vigneti sorgono tra i 200 e i 400 metri s.l.m. dove una buona ventilazione permette la crescita di uve sane e di conseguenza un utilizzo solo di trattamenti a base di rame e zolfo, a conferma delle idee che porta avanti Enrico quando dice che “il vino buono si fa in vigna e non in cantina” . Read more

E Bolgheri sia… Enrico Santini e la sua filosofia

La serata piovosa non è di quelle che ti invitano ad uscire, ma quando è in gioco una cena con degustazione di vini di Bolgheri alla presenza del produttore il “sacrificio” si affronta volentieri…

Ritroviamo con piacere le organizzatrici che abbiamo avuto modo di apprezzare per altri interessanti eventi: Fabiola, Emanuela e Miriam.

Fabiola, con il fratello, è la titolare del ristorante “La Maielletta” di Roma, Emanuela una sommelier e Miriam una sommelier-blogger, ma sopratutto sono tre amiche e le loro degustazioni si caratterizzano per l’ambiente amichevole e informale che riescono a creare.

Alle 20:30 in punto Emanuela dà inizio alla serata e ci presenta il produttore Enrico Santini, il quale ci accompagna in un viaggio in quella parte di Toscana che da molti è stata soprannominata la risposta italiana a Bordeaux, ma che Enrico Santini ha saputo reinterpretare con i suoi blend eleganti ed emozionanti che si affrancano dal classico “taglio bordolese”.

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Affile …Terra di Cesanese DOC

Affile è un piccolo e graziosissimo borgo dell’Italia centrale a soli 80 km da Roma, arroccato su di una collina a dominare la Valle dell’Aniene a sud dei monti Affilani.

Lo stemma del paese, un serpente avviluppato ad una vite, suggerisce molto di quellaAffile-Stemma che è la storia passata legata alla produzione del vino nella zona e, per fortuna, quella recente e futura legata all’opera di piccoli produttori che con coraggio hanno voluto riscoprire e scommettere sul vitigno autoctono della zona: il Cesanese di Affile.

Coltivato da tempo immemore, sembra già da quando Affile era una colonia romana, il Cesanese prenderebbe il nome dalle “caese” e cioè dalle aree collinari che venivano disboscate ogni qualvolta servisse piantare delle viti.

Nel nostro continuo girovagare alla scoperta di quelle piccole cantine che sappiano tradurre nella bottiglia la storia, la tradizione ed il territorio nel quale sorgono, abbiamo deciso di andare a visitare la cantina Formiconi che produce DSCF7247-resdue etichette di Cesanese di Affile DOC in purezza (nonostante il disciplinare preveda la possibilità di utilizzare il Sangiovese sino ad un massimo del 10%): il Cisinianum ed il Capozzano Riserva.

Ci accoglie in cantina Michael Formiconi ed è subito feeling. Anche questa volta ci siamo…. Passione e dedizione allo stato puro. Amore incondizionato per il territorio. Read more

Verso il Merano Wine Festival, passando da Valdobbiadene…

Di andare al Merano Wine Festival era già programmato, di passare per il Veneto no… e
come tutti fuori programma quello che ne esce è sempre pieno di piacevoli sorprese e
novità.
Ci dirigiamo in Valdobbiadene passando dalla zona dell’Alpago provincia di Belluno: dal
lago di Santa Croce saliamo la strada sino ad arrivare a Spert, piccola frazione di Farra
d’Alpago. Siamo alle porte del Pian del Cansiglio, un vasto altopiano prealpino a circa 1000 metri di altezza, conteso tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, che ospita una delle più belle ed imponenti foreste d’Europa e che nel periodo autunnale offre uno spettacolo di colori da commuovere gli animi.
Se siete appassionati di viaggi, Vi consigliamo di appuntarvi questi posti… Vi potrete “perdere” tra faggi e abeti rossi per piacevoli passeggiate, potrete visitare i piccoli villaggi cimbri, ripercorrere i luoghi della resistenza della seconda guerra mondiale, oppure, dalla metà di settembre alla metà di ottobre, partecipare alle uscite notturne organizzate per ascoltare il bramito dei cervi che abitano la foresta, lo struggente verso che emettono durante il periodo degli amori. Read more

2 ore in giro per l’Italia… naturale.

Rubo due ore alla famiglia e scappo al centro di Roma per l’evento che richiama nella capitale i vignaioli naturali italiani.
Era da un po di tempo che mancavo da questa manifestazione che quest’anno ha raggiunto il decimo compleanno.
Due ore non sono molte per assaporare in pieno un evento  come questo, anzi sono il nulla, non sapevo da dove cominciare, anche perché cominciare da qualcuno in particolare mi sembrava di fare un torto agli altri.
Mentre giravo tra i banchi, oltre dalle etichette, ero incuriositi dagli sguardi dei produttori, dalla loro voglia di di parlare delle loro creature, i loro vini, le loro esperienze, indipendentemente dal numero di bottiglie che avessero sul tavolo. Read more

Wine’s Karma

 

Probabilmente vi starete chiedendo perché mai i vini debbano avere un karma…

E’ quello che vogliamo scoprire insieme a voi, in questo ideale viaggio alla scoperta della
filosofia di pensiero che spinge un vignaiolo a produrre, magari da decenni, un vino in quel determinato modo.

Il karma non è considerato come una forza misteriosa ed incontrollabile alla stregua di quello che noi chiamiamo destino.
Il karma nelle filosofie e religioni orientali, in particolare in quella indiana, rappresenta il frutto delle azioni o situazioni che l’uomo compie o crea nel corso della propria vita e che sono in grado di determinare ed influenzare la propria vita futura ovvero la vita successiva per chi crede nella reincarnazione.

Qual è il fine ultimo di un produttore quando chiude all’interno di una bottiglia il frutto delle sue amorevoli azioni?
La risposta potrebbe essere scontata, ma noi crediamo non lo sia…
Abbiamo interesse a ricercare la vera anima di coloro che producono vino e capire cosa vogliano trasmettere e comunicare al destinatario finale…
Andiamo alla ricerca di quei produttori che, anche a dispetto delle tendenze commerciali, hanno come motto… “Io il vino lo faccio così!”…

Che il viaggio abbia inizio…!